"Stagione Concertistica 2026”
L’ASSOCIAZIONE ZENIT 2000 di Avellino
presenta
STABAT MATER LIVELY
SABATO 18 APRILE 2026 - ORE 20,00
CHIESA MADONNA DE LA SALETTE, AVELLINO
Si inaugura formalmente con un evento particolarmente simbolico sul tema della Santa Pasqua da poco celebrata la "Stagione Concertistica 2026” a cura dell’ASSOCIAZIONE ZENIT 2000 di Avellino. La rassegna 2026, sotto la direzione artistica del M° MASSIMO TESTA, prevede la realizzazione di oltre 20 eventi spettacolo distribuiti in svariate location del territorio regionale.
L’evento inaugurale si terrà sabato 18 aprile alle ore 20.00 presso la Chiesa Madonna de la Salette in Avellino con una proposta musicale di gran pregio sul tema della Santa Pasqua: STABAT MATER LIVELY, con musiche di Giovanni Battista Pergolesi e Arvo Part. Saranno presentati una selezione dallo Stabat Mater del Pergolesi, e a seguire il suggestivo ed evocativo STABAT MATER di ARVO PäRT. Il tutto inframezzato e condito dal Testo originale STABAT MATER DOLOROSA a cura di TINA RIGIONE.
In pedana le Voci soliste GIUSEPPINA PERNA, soprano, HERA GUGLIELMO, mezzosoprano, VALERIO ILARDO, tenore. Esegue l’ENSEMBLE ZENIT 2000 con Antonio Loffredo violino, Francesco Venga, viola, Cristiano Della Corte, violoncello, direzione musicale a cura del M° MASSIMO TESTA.
La manifestazione è patrocinata dal Ministero della Cultura e dalla Regione Campania, Castelli d’Irpinia, Per caso sulla Piazzetta, AIAM, Sistema MED, in collaborazione con la Parrocchia della Chiesa de La Salette nella persona di Don Emilio Carbone.
Ingresso fino a esaurimento posti a sedere. Info e prenotazioni al 339.8226488.
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ARVO PäRT: STABAT MATER
Lo Stabat Mater è una delle opere sacre più intense del compositore estone Arvo Pärt, composta nel 1985 (e successivamente rivista nel 2008). Il brano mette in musica il celebre inno latino medievale Stabat mater dolorosa, che descrive il dolore della Vergine Maria ai piedi della croce.
Il brano si sviluppa molto lentamente, con lunghe pause e suoni sostenuti. Non punta su effetti drammatici, ma crea uno spazio sonoro sospeso e spirituale. Le linee vocali e strumentali sono semplici e quasi rituali, mettendo in risalto il senso di dolore e devozione del testo.